IL CARNEVALE 2015



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Carnevale di Viareggio




Le origini del carnevale


«Salutiamo il Carnevale Ch'è rumore, ch'è follia, l'universa frenesia che rinascere ci fa.[...]»

(da "Il Carnevale a Viareggio" (Su la coppa di champagne),L. Maffei)

 

In una fredda mattina del febbraio del 1873, un gruppo di ragazzi, appartenenti alla cosiddetta "Viareggio bene", seduti ai tavoli del caffè del Casinò, stanchi delle "solite" feste da ballo, nei "soliti" salotti, ebbero un'idea tanto semplice, quanto straordinaria: festeggiare il carnevale, in maniera "diversa", all'aperto, con un corteo di carrozze addobbate (antenate degli attuali carri di cartapesta).
Detto fatto: il martedì grasso del 1873, a Viareggio, lungo la Via Regia, si tenne la prima edizione di uno dei carnevali più belli e famosi al mondo,
Ad essere sinceri, questa prima edizione passò un po' in sordina; le cose però cambiano il 17 febbraio 1874, giorno del primo "Carnevale ufficiale", organizzato dalla appena istituita "Società del Carnevale". Tra la folla acclamante, sfilarono carri fioriti e coloratissime maschere. Tra le tante, piacque particolarmente quella raffigurante l'esattore delle tasse Alfonso Piatti…
Qualche anno più tardi, nel 1883, le carrozze fiorite lasciano il posto ai carri allegorici. Il primissimo carro di questo genere a sfilare sulla via Regia s'intitola "I quattro mori" (in riferimento al monumento livornese).
L'epoca della cartapesta è ancora lontana: al suo posto sfilano costruzioni di legno e ferro: piccoli grandi capolavori degli artigiani locali: ora il Carnevale non è più una festa esclusiva, bensì una festa dei viareggini, per i viareggini.
Con il nuovo secolo, nel 1901, il Carnevale rinnova la sua location e si sposta sul Lungomare.



Carri e maschere colorate continuano a sfilare, anno dopo anno, fino al 1916, quando l'orrore ed il dolore della prima guerra mondiale, mette a tacere per lunghi anni risate, canti e balli carnevaleschi.
I cortei dei carri riprendono solo nel 1921 e la voglia di festeggiare e di ricominciare a vivere è indescrivibile. E tanta voglia di tornare a sorridere si traduce in tante novità carnevalesche, tutte importantissime. Ma andiamo con ordine.
In quell'anno, per la prima volta, si volle creare un inno ad hoc per il Carnevale. Inizialmente, si pensò di commissionare l'opera ad un grande compositore, ma Giacomo Puccini invitò i viareggini a rivolgersi altrove e suggerì loro il nome ad un certo Icilio Sadun. Tale Sadun, partendo dal testo di una poesia di Lelio Maffei, diede vita alla celebre "Il Carnevale a Viareggio", meglio conosciuta come "Su la coppa di champagne",
Sempre nel 1921, per la prima volta, si organizza un gala di ballo notturno al Piazzone e sui carri salgono le orchestre; inoltre è il '21 è l'anno di fondazione della rivista ufficiale del Carnevale: "Viareggio in maschera".
Qualche anno più tardi, la cartapesta divenne il materiale di realizzazione dei carri allegorici, e nel 1926 venne ideato per la prima volta, il manifesto ufficiale del Carnevale viareggino; firmato da Lucio Venna, rappresentava un pierrot che danza su una chitarra.
Ora la festa del Carnevale viene presa sul serio dai viareggini che reclamano una loro maschera ufficiale; nel 1931 il pittore futurista Uberto Bonetti crea il celebre Burlamacco (il buffo nome deriva dal canale di Viareggio, il Burlamacca, ed il personaggio boccaccesco di Buffalmacco). La maschera ufficiale del Carnevale è caratterizzata da una tuta tubolare in stile futurista a rombi biancorossi, un pompon nero sulla pancia, un'alta feluca rossa, mantello nero e faccia truccata da clown.

 


Gli anni che seguono sono segnati dal rigore fascista e dagli orrori del secondo conflitto mondiale. Viareggio riprende a sorridere solo nel 1946 grazie alle opere di due maestri della cartapesta, Antonio D'Arliano e Alfredo Pardini,
Nel 1948 nasce un evento collaterale del Carnevale destinato a destinare importantissimo: la Coppa Carnevale.
Gli anni Cinquanta, portano ulteriori novità: dal 1954 il Carnevale di Viareggio (che dallo stesso anno è accompagnato dalla "Libecciata", la banda ufficiale dell'evento) entra, grazie alla neonata RAI, nelle case degli italiani.
Una decina d'anni più tardi, nel 1967, i meravigliosi carri allegorici sfilano, per la prima volta in notturna.
Il centenario del Carnevale viene festeggiato con una grandiosa opera del maestro Arnaldo Galli; definito 'il carro del secolo', s'intitola "Guerra e pace", ma per tutti i viareggini è meglio noto come "La bomba".
Negli anni '70 il Carnevale, viene arricchito da ulteriori eventi satellite che presto diventano tradizioni: nascono le feste rionali.
Nel 1984, per la prima volta, anche Viareggio ha la sua lotteria abbinata alle classifiche del Carnevale.



Nel 1990 il Carnevale diventa mondiale, e non è un modo di dire: i maghi della cartapesta viareggini, incaricati di organizzare la cerimonia d'inaugurazione dei Mondiali di Calcio, stupiscono San Siro ed il mondo intero.
L'edizione 1996 si svolge, invece anche "on the beach": per tre serate (9-10-11 agosto) la Nuova Darsena, nei pressi del faro bianco, si trasforma nella suggestiva location del Carnevale Estivo. Purtroppo la fortuna non sorride ed un violento acquazzone trasforma i carri in fiaschi…
Nel 2001, nasce la Cittadella del Carnevale: Burlamacco lascia gli hangar di via Marco Polo per stabilirsi in una grandiosa struttura, pronto a scrivere altre meravigliose pagine di storia carnevalesca.





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